Marocco – Monti del Rif + Costa mediterranea

Qualche anno fa eravamo già stati in Marocco, ad agosto…un caldo terribile ma un viaggio che ci è rimasto nel cuore. Spesso pensavamo di tornarci per visitare la parte che ci mancava nel nord del paese e così guardando tanto per guardare sul sito Easyjet vediamo i voli andata e ritorno per Tangeri a 60,00 € in due!!!!!!!!!!!!! che cosa???????????? Non avevo fatto in tempo a realizzare  che avevo già in mano la carta di credito per prenotare. Partenza ottobre 2018.

Così arriviamo a Tangeri al mattino alle 8.30, prendiamo la nostra macchina a noleggio e ci dirigiamo subito a Chefchaouen, la famosa città blu. La strada è tranquilla, poco trafficata e con qualche chioschetto a bordo strada dove decidiamo di fermarci per pranzo, certo la carne appesa fuori non pò mancare ma essendo ottobre, il clima è mite e si spera sempre di mangiare cose che non ci facciano star male, ci mangiamo un pò di riso con degli spiedini di carne buonissimi!

Arriviamo a Chefchaouen nel nostro albergo poco fuori dal paese, Hotel Casa Linda, molto caratteristico, personale super gentile. Ci addentriamo subito nella città che ci rapisce con il suo splendore…la medina tutta blu, con le sue imponenti porte è davvero meravigliosa!

Ogni persona che incontriamo ci propone di andare a visitare la sua piantagione di Marijuana, per loro molto normale come cosa, dato che ne producono l’80 % della richiesta mondiale. Così tornati in albergo chiediamo se ci possiamo fidare ad andarle a visitare perchè, in effetti, la cosa ci incuriosisce e così l’indomani mentre cercavamo informazioni riguardo ad un trekking, troviamo un signore vicino al campeggio che ci propone di visitare la sua piantagione…lo carichiamo in macchina e prendendo una strada sterrata arriviamo a casa sua, la situazione è molto tranquilla, piena di casette qua e là, sua moglie che fa il bucato, i bimbi giocano e accanto alla casa una piccola piantagione di Marijuana, ci racconta un pò di cose, ci mostra come si lavora la pianta e lo riportiamo in città per pochi dirham.

Decidiamo di andare a visitare la riserva naturale di Oued Laou a poca distanza da Chefchaouen, proseguendo tramite una strada sterrata molto caratteristica. Giunti alla riserva capiamo subito che ci troviamo in un posto incantevole, le acque del fiume sono di un azzurro/verde incredibile, peccato le tonnellate di plastica che ci navigano al suo interno.

Percorriamo il sentiero che porta al ponte di Dio, purtroppo segnalato molto male e con terreno abbastanza incerto, dei ponticelli fatiscenti dovrebbero condurti dall’altra parte del fiume ma io non mi sono fidata, l’acqua era indubbiamente bassa ma c’erano molti sassi e non ho voluto farmi male subito in partenza! Credo che in alta stagione ci siano anche tanti bar o ristorantini a bordo fiume…quando siamo stati noi purtroppo era tutto chiuso.

La sera consultiamo la nostra guida e proviamo un ristorante all’interno dell’albergo Dardara…strepitoso, da provare assolutamente. Il proprietario parla 4 lingue e dev’essere stato un gran viaggiatore, grazie a questa sua cultura sa proporre ai turisti un menù insolito, di tradizione ma non i soliti 4 piatti che si trovano ovunque.

Il giorno seguente dovevamo “arrampicarci” sulla montagna per raggiungere un paesino rurale sopra a Chefchaouen ma il tempo dava pioggia dal pomeriggio e tutto il giorno dopo, essendo un percorso per niente riparato e 5 ore di cammino abbiamo purtroppo lasciato perdere, godendoci ancora un pò la città con i suoi caffè, il mercato e le bancarelle piene di dolci sfiziosi, prima di immergerci nelle montagne del Rif.

Rilassati partiamo con la nostra macchinina alla volta del mare attraverso i monti del Rif, zona molto battuta per i traffici mondiali della droga, qualcuno diceva di lasciar perdere ma in albergo ci hanno spiegato che non c’era nulla da temere, c’è la polizia ad ogni paese in entrata ed in uscita e se uno non va proprio a cercarsela è un posto come un altro.

Di fatti ne vale il viaggio, una strada statale che sale e scende tra le montagne con paesaggi fantastici, panorami a perdita d’occhio, montagne rosse e coltivazioni di Marijuana ovunque in effetti!!!

Il viaggio è infinito ma sicuramente molto piacevole, attraversare questi piccoli paesini di montagna ti fa capire la vera faccia del Marocco…

Arriviamo nel pomeriggio a Al-Hoseyma, una città modernissima, con bei negozi e ristoranti, pulita ed ordinata…sono sincera, non mi sembra nemmeno di essere in Marocco. Avevamo prenotato l’albergo La Perla, un bel hotel in centro e così dopo un attimo di relax ci addentriamo nella città, passeggiamo sulla bellissima camminata che costeggia la scogliera e regala una vista sulla città incantevole.

Scopriamo dalla nostra guida che esistono dei ristoranti al porto che ti cucinano il pesce appena pescato dai pescatori, così non perdiamo tempo ed andiamo a curiosare…ci ritroviamo davanti ad alcune bancarelle cariche di pesci freschissimi, scegliamo un misto per un bel frittino e qualche gambero e ci facciamo cucinare tutto dal Club Nautico, unico ristorante che serve anche alcolici…non può mancare una birretta fresca e buon appetito!

Il giorno seguente visitiamo le spiagge della zona, sarà che siamo fuori stagione ma troviamo un degrado pazzesco, pattumiera ovunque e cani randagi come guardiani del mare…forse viste in un altro periodo sarebbe stato diverso.

Povero paguro…

Ci godiamo un ultima mangiatina di pesce al porto e ripartiamo alla volta di El-Jebeha. Altra strada favolosa tra le montagne, paesini di quattro case qua e la…

Giunti a El-Jebeha ci accorgiamo subito che non è per niente un posto turistico, ha due alberghi uno peggio dell’altro, una strada fangosa e lurida e un porticciolo molto movimentato. Entriamo in quello che non so se si può definire albergo, passando attraverso il ristorante sottostante, gremito di gente, sporco da far schifo e aimè ci accompagnano in camera…una cameretta con una finestralla che guarda lo sfiato della cucina e un bagno che se ci penso mi sento ancora male, così chiedo al ragazzo dell’albergo se può dare una pulita la bagno e cambiarci le federe dei cuscini, ritorna dopo un attimo con uno straccio che mi da in mano a me e mi consegna le due federe…della serie arrangiati!!! Bhe l’ho presa sul ridere non potevo fare altrimenti…

La sera il porto si anima di pescherecci e pescatori che contrattano il pesce, davvero bello da vedere. Decidere dove mangiare in questo posto non è facile, i ristoranti sono uno più squallido dell’altro così decidiamo di mangiare in albergo delle kefta, polpettine di carne alla griglia…sembrano buone ma purtroppo il giorno dopo inizierò a stare malissimo!

La notte un temporale pazzesco si abbatte su di noi, tra la puzza dello sfiato della cucina, tra il temporale, non abbiamo chiuso occhio tutta notte, alle 6.00 del mattino siamo pronti ad abbandonare questo postaccio!

La strada litorale ci regala degli scorci stupendi, nuvole, solo, mare…indimenticabile!

Cerchiamo un bar dove far colazione, non è facile trovarne uno che per noi europei vada bene, e credetemi non siamo persone troppo schizzinose, anzi…finalmente troviamo una sorta di auto grill con tavolini esterni.

Arriviamo a Tetouan e tentiamo di trovare un parcheggio all’esterno della medina, è l’assalto alla carovana, tante persone del luogo tentano di darci consigli o portarci dove fa comodo a loro, c’è gente ovunque ma finalmente riusciamo a buttarci in un parcheggio. Con le nostre valige ci addentriamo nella medina dove avevamo precedente prenotato un riad, una struttura alberghiera tipica marocchina…il labirinto di viuzze non ci aiuta ma cerca che ti ricerca riusciamo a trovarlo. Il Riad è storico, molto antico e col suo cortile interno meraviglioso…la camera è sicuramente bella, ma un pò claustrofobica, le finestre danno solo sul cortile interno, così teniamo le tende tirate per non farci guardare dentro e il bagno molto mal concio e senza finestre. Io continuo a non star bene e quella camera non mi mette a mio agio così proviamo a parlare con lo staff dell’albergo per poter fare solo una notte e non due, il ragazzo di una gentilezza straordinaria accontenta le nostre richieste.

Nel pomeriggio gironzoliamo nella mediana di Tetouan che è molto bella e viva, c’è tantissima gente e i negozi e le bancarelle vendono tantissime cose molto interessanti, non ci sono turisti in giro e ci sentiamo parte del posto.

L’indomani ci trasferiamo a pochi chilometri da Tetouan, in una località di mare chiamata Martil. E’ una cittadina molto curata e tranquilla, con bellissimi alberghi e ristoranti all’occidentale, troviamo un bell’albergo dove mi sento a mio agio dato che continuo a star male e purtroppo mi è salita anche la febbre…essere in vacanza e stare male è terribile ma diciamo che non mi sono fatta mancare niente…le passeggiate lungo il mare, una visita al mercato di Martil…

Ormai la vacanza volge al termine purtroppo e ci incamminiamo verso Tangeri, che avevamo già visitato in precedenza, dove trascorreremo l’ultima notte prima del volo per l’Italia.

Non finisce qui…ci svegliamo la mattina della partenza con un tempo da lupi, l’aereo fa ritardo di 3 ore causa mal tempo e io ho pregato Dio che quell’aereo non arrivasse finchè non si calmava la situazione ma purtroppo nella tempesta perfetta arriva…terrorizzati ci imbarcano sull’aereo, l’aereo decolla, sembrava di stare in una centrifuga, vuoti sopra sotto, spostamenti a destra a sinistra, i motori al massimo, un frastuono assordante…io giuro che di aerei nella mia vita ne ho presi tanti ma un’esperienza del genere non l’aveva mai provata…ho davvero pensato che l’aereo sarebbe caduto e invece dopo un 20 minuti di sballottamenti la pace più assoluta!

Sani e salvi ricorderemo questo viaggio come una bellissima esperienza che consiglierei a tutti, forse non a chi è debole di stomaco!!!

 

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